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Il mercato immobiliare residenziale tiene, cambiano i criteri di ricerca

Una indagine statistica di immobiliare.it ha messo in evidenza dati molto interessanti sui quali vale la pena di soffermarsi; in particolare modo emerge che nel 2020, annus horribilis per moltissimi settori dell’economia, il mattone ha tenuto. Secondo i dati di Immobiliare.it nonostante leggere flessioni registrate nell’ultimo trimestre, l’anno si è concluso con prezzi in aumento del 2,5% su base annuale.

Comprare casa nelle metropoli oggi costa quasi il doppio rispetto alle città con meno di 250mila abitanti, scarto che è stato accentuato dall’andamento dei valori nell’anno appena concluso. I piccoli centri hanno chiuso, infatti, in negativo, con prezzi in calo dello 0,2%, mentre le grandi città hanno resistito e concluso il 2020 con un aumento dello 0,9%, nonostante anche qui l’ultimo trimestre abbia riportato i primi segni della pandemia (-0,9%).

Per fare un esempio dei capoluoghi di regione, il più caro di tutti, Firenze (3.976 euro/mq), chiude il 2020 in sofferenza: qui i prezzi delle case in vendita sono scesi dello 0,8% in un anno. Milano segue sul podio e rimane decisamente un caso unico nel suo genere in Italia, con un aumento dei prezzi medi anno su anno pari al 9,2% e una cifra che ha raggiunto i 3.782 euro/mq. Chiude in positivo anche il trend di Roma (+1,5% su base annuale), dove il prezzo medio si ferma a 3.265 euro/mq. Dopo mesi di aumenti, Bologna compete ormai con questi tre grandi centri: i costi hanno superato la soglia dei 3.000 euro al metro quadro e il 2020 si è concluso con un +2,5%.

La crescita è guidata dalle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, dove in un anno i prezzi sono aumentati rispettivamente del 5,2% e del 2,3%. «Questi dati non vanno letti in modo tradizionale, cioè con l’aumento dei prezzi che corrisponde a una maggiore domanda e a una minore offerta – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – In questa situazione così complessa e senza precedenti, gli aumenti dei valori in alcune aree del Paese trovano giustificazione in una crescita dell’offerta di immobili in vendita nei capoluoghi con i prezzi più elevati in confronto alla provincia».

Nuovi criteri per la ricerca della casa

E’ forse il dato di maggiore interesse, contestualizzato al periodo storico che stiamo vivendo: rispetto al 2019 le ricerche di abitazioni per sostituzione sono aumentate del 33%, dato giustificato dal ruolo della casa che è tornato a essere centrale dopo l’esperienza del lockdown.

La qualità del vivere è diventata fondamentale per le abitazioni che da dormitori sono ritornate a essere fulcro centrale della vita delle persone. «L’aumento delle ricerche per sostituzione ha innescato un meccanismo che nell’ultima parte dell’anno ha contribuito a rallentare la crescita dei prezzi iniziata l’anno scorso, trend che probabilmente vedremo anche nei prossimi mesi – sostiene ancora Carlo Giordano –. Chi vuole sostituire la sua casa ne possiede già un’altra da vendere e pur di migliorare il suo abitare in tempi rapidi è disposto a chiedere cifre più accessibili che agevolano così l’accesso alla casa a chi ne sta cercando una. Questo da una parte potrebbe contribuire a un calmieramento dei prezzi nei grandi centri e dall’altra far sì che il numero di compravendite tornerà a crescere nel 2021».

La qualità del vivere quindi, assieme alla tenuta del mercato nel segmento residenziale, è l’elemento di novità, chi cerca casa lo fa “con occhi diversi”. Questo fatto può essere anche un volano per le case di periferia e delle zone di seconde case, chiaramente a seconda del contesto urbanistico; prendiamo ad esempio la città di Verona, che ha una vasta zona collinare a ridosso della città, negli ultimi due decenni trascurata dal mercato per la scarsità di servizi ed ora fortemente rivalutata per la grande presenza di ville a costi bassi e di verde; lo stesso vale per la zona lago e quella pedemontana che, da zona di “seconde case” si sta trasformando in zone di ricerca per un cambio della qualità della vita.

Momenti di crisi, ma con nuove opportunità all’orizzonte.