L’Immobiliare.com Verona

Mercato immobiliare, che confusione…

È fuori discussione che giornali, riviste, articolisti on line abbiano e citino correttamente le proprie fonti quando si parla di numeri del mercato immobiliare, ma ultimamente il lettore ne può uscire disorientato; ecco alcuni titoli:

I tassi sui mutui triplicati affossano la compravendita di case” (Telenuovo Veneto – Fonte: Fabi)

Immobiliare, 2023 in caduta, un anno per la ripresa” (Sole24Ore – Fonte: Scenari Immobiliari)

Residenziale, i consumatori tornano a comprare casa” (Sole24Ore – Fonte: Fimaa-Confcommercio)

All’interno degli stessi articoli, numeri ed elementi abbastanza coordinati con qualche contraddizione e magari con qualche terminologia un po’ troppo “emergenziale” (“affossano”, “crollo” …); proviamo a fare un po’ d’ordine citando gli elementi sui quali tutti sono d’accordo:

Il costo del denaro, il principale indiziato: è un dato di fatto che negli ultimi due anni i tassi di interesse sui mutui sono praticamente triplicati, portando una contrazione all’acquisto. È un fatto che la quota di persone che acquistano con mutuo è passata dal 50% al 41%. Adesso sta alla Signora Lagarde decidere se dare dei segnali, anche piccoli, ma che sarebbero delle grandi iniezioni di fiducia in prospettiva.

Cambiamento del modo di vivere dal post pandemia: che ci siano stati dei cambiamenti è fuori discussione, sempre più affievoliti, con un consolidamento della ricerca dello “spazio in più” per smart working, il terrazzo, il giardino. Ma non può essere che ogni anno si prenda come scusa il cambiamento della domanda post pandemica per ogni eventuale rallentamento del mercato.

Il costo delle costruzioni (e ristrutturazioni): il vortice “superbonus” e le crisi energetiche hanno indubbiamente portato ad un significativo aumento dei costi di costruzione-ristrutturazione; non è un caso che il calo di transazioni dello scorso anno sia stato “trainato” dalle nuove abitazioni, che ha visto prezzi troppo alti rispetto all’usato; quest’ultimo, di contro, diviene elemento di riflessione per i costi di ristrutturazione. Tuttavia, il Superbonus è oramai passato (rimangono alcune “tossine”) e anche alcune voci dei capitolati di costruzione stanno ritornando alla normalità. Inoltre, ci sono più imprese libere sul mercato nel post Superbonus ed è una concorrenza che può essere sana proprio in funzione dei costi.

La domanda di abitazioni: tutti d’accordo sul fatto che nel settore residenziale del mercato immobiliare, la domanda sia ancora molto alta, principale motivazione per la quale, nonostante un certo rallentamento, i prezzi non diminuiscono, anzi. La domanda non è mai diminuita, pur essendo diventata maggiormente selettiva, più attenta a determinati particolari, spesso “spaventata” da elementi poco conosciuti come la futura normativa europea in tema di certificazione energetica, sulla quale banche e giornali non hanno mancato di fare una “certa pressione” nel recente passato,

Insomma, un momento di “riflessione” per il mercato immobiliare residenziale italiano, ma nessuna tragedia, nessun “affossamento” e tantomeno “crollo”, anzi, in molti prevedono una forte ripresa già nel 2025 come l’autorevole “Scenari Immobiliari”. Infine, c’è da confrontarsi con il quadro europeo, riflettendo sul fatto che se noi abbiamo chiuso il 2023 con un meno 12,8% di transazioni, la Germania ha registrato una flessione del 20,6%, la Francia del 15,7%.

Smettiamola di pensare di essere gli ultimi della classe, il comparto immobiliare italiano è sano, con qualche elemento di altalenanza tra i suoi asset (come il direzionale) ma sempre una certezza nel medio lungo periodo.