L’Immobiliare.com Verona

Mercato immobiliare, dove eravamo rimasti?

Inizia un nuovo anno di lavoro ed è buona pratica focalizzare quali sono stati i principali dati tendenziali degli anni precedenti, e dell’ultimo in particolare, per saper consigliare in modo professionale i propri clienti. Ecco una breve sintesi:

Le compravendite

le compravendite nel 2022 (dati aggiornati a settembre dello scorso anno) dopo l’”exploit” del 2021 chiuso a 719.000 transazioni nel comparto residenziale, segna ancora un aumento tendenziale del 7,5% a livello nazionale (+ 3,9% nella regione Veneto).

Da segnalare che l’aumento è stato più marcato nei capoluoghi di provincia rispetto i comuni esterni (8,1% vs 7,2%) – Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare – segnali positivi dunque ma, come vedremo successivamente, letti in modo diverso dagli analisti di settore.

In questo contesto diminuiscono ancora, confermando la tendenza del periodo post pandemico, l’intervallo di tempo tra la “messa sul mercato” dell’immobile e la vendita (5,2 mesi), al pari dello sconto medio sul prezzo richiesto che si attesta tra il 5 e l’8% – Fonte: immobiliare.it

Si tratta di dati sempre più incoraggianti, testimoni di un mercato sano che probabilmente non potrà avere un terzo anno di performance eccellenti, ma sarà più rivolto alla qualità del prodotto.

 

motivazioni di acquisto – come si evolve il mercato

Sempre l’analisi dei dati in possesso di immobiliare.it (presentati da Carlo Giordano – A.d. di Immobiliare.it il 14 dicembre presso la convention nazionale di Firenze de “L’immobiliare.com“) consentono di fare delle interessanti riflessioni:

il 63% delle ricerche di acquisto sono dovute alla sostituzione della prima abitazione e forse anche in considerazione di un significativo cambiamento delle “abitudini dell’abitare” generato dalla pandemia; trend in crescita anche per l’investimento dopo lo stop 2019-2021, aspetto ancora più evidente nelle città a vocazione turistica per la ripresa delle “locazioni brevi”.

A livello di “dove si cerca” dopo una inversione demografica dalla città alla periferia dove si trovavano spazi più generosi e giardini, siamo tornati alle ricerche ante 2019: centro città comodo a 15 minuti, spazi solo quelli necessari (anche per problemi di costi).

Ma se questo è il “trend” della ricerca, quest’ultima è molto più articolata; gli analisti di immobiliare.it infatti sottolineano come vengano utilizzati molti più filtri (da 4,3 a 6,7) a sottolineare un maggior numero di “punti fermi” (piano, balcone, classe energetica ad es.).

Quest’ultimo punto è il frutto del notevole cambiamento di utilizzo e di esigenze della casa, di come viene vissuta e su questo ci sono tanti dati (Fonte:Doxa) alcuni dei quali eclatanti: il 68% dei cittadini passa più tempo in casa svolgendo attività che prima non faceva, o faceva all’esterno; si pranza e cena a casa rispettivamente il 33-36% in più rispetto qualche anno fa, si lavora il 31% in più (altri dati nell’infografica).

nuovo, ristrutturato od usato?

Si deve partire da un dato di fatto, ovvero che il nostro patrimonio immobiliare è decisamente vecchio (quasi il 60% è ante anni 70); questo, se fino a qualche anno fa non veniva vissuto come un problema, oggi viene visto con occhi diversi per una molteplicità di motivi: 

energetici, dati i costi ai quali siamo arrivati, avere una casa che “consumi poca energia” è divenuto, oltre che etico, economicamente indispensabile.

Giuridici: è oramai chiaro che la tendenza della normativa, europea in particolare modo, è quella di limitare in futuro l’alienazione e la locazione di immobili con basse caratteristiche energetiche.

Pratici: oggi ristrutturare un immobile usato, dopo le mille incertezze poste sulla fiscalità  e l’aspetto finanziario dei bonus, è divenuto sinonimo di incertezza sui costi, sui tempi, sugli aspetti fiscali; e bisogna sempre rapportare ciò che si va a fare in rapporto al “contenitore” (il fabbricato ed il suo stato).

Chiaramente si deve valutare caso per caso ma non c’è dubbio che, in questo momento specifico, l’immobile ristrutturato o di nuova edificazione abbia in sé una quantità di vantaggi che, se misurati in prospettiva o non sull’esborso immediato, rappresentano un indubbio valore aggiunto.