
L’Italia invecchia, le famiglie cambiano e con loro cambia anche il modo di abitare. Ascensore, accessibilità, servizi e flessibilità degli spazi potrebbero pesare sempre di più nelle scelte immobiliari dei prossimi anni.
Per molti anni abbiamo valutato una casa attraverso parametri consolidati: posizione, superficie, numero di camere, terrazzo, garage e stato di conservazione. Sono elementi destinati a restare centrali. Accanto a questi, però, stanno emergendo nuove esigenze perché sta cambiando la popolazione che quelle case dovrà abitarle. Al 1° gennaio 2026 in Italia vivono circa 14,8 milioni di persone con almeno 65 anni, pari al 25,1% della popolazione. Gli over 85 sono oltre 2,5 milioni. Secondo ISTAT, l’Italia presenta oggi la quota di popolazione anziana più elevata dell’Unione Europea. Le previsioni indicano inoltre che gli ultrasessantacinquenni potrebbero arrivare al 27,2% nel 2030 e al 34,5% nel 2050.
Immaginiamo un appartamento al terzo piano senza ascensore. A 35 o 40 anni può rappresentare un compromesso accettabile. Con il passare del tempo, quello stesso elemento può diventare decisivo. Secondo il Censimento permanente ISTAT del 2023, quasi 6,9 milioni di famiglie italiane sono composte esclusivamente da persone con almeno 65 anni. Il 30,2% di queste vive dal secondo piano in su in edifici privi di ascensore. Ascensore, accessi senza barriere, bagni adattabili e distribuzioni semplici possono quindi incidere sempre di più sull’attrattività futura di un immobile.
Una popolazione più longeva potrebbe attribuire maggiore importanza alla
semplicità della vita quotidiana. Vicinanza a negozi, farmacia, supermercato, mezzi pubblici e servizi sanitari può acquisire un valore crescente, perché consente di mantenere più a lungo autonomia e qualità della vita. Anche il concetto di posizione può evolvere: un quartiere ben servito e facilmente percorribile a piedi può diventare più interessante di una zona che richiede l’automobile per ogni necessità. All’interno della casa acquistano peso la distribuzione degli ambienti, la luminosità, la facilità di movimento e la possibilità di adattare gli spazi nel tempo. Una buona casa dovrà sempre più essere capace di accompagnare diverse fasi della vita.
L’invecchiamento della popolazione potrebbe far pensare a una futura domanda concentrata su abitazioni di dimensioni ridotte. I dati raccontano una realtà più articolata. Il 46,5% delle famiglie composte soltanto da anziani vive oggi in abitazioni tra 60 e 99 metri quadrati, mentre il 31,2% occupa immobili tra 100 e 149 metri quadrati. Inoltre, l’83,6% delle famiglie composte esclusivamente da anziani vive in una casa di proprietà. Nel Nord-Est la percentuale raggiunge l’84,6%. Una parte consistente del patrimonio immobiliare italiano appartiene quindi a proprietari che nei prossimi anni potrebbero scegliere tra mantenere la propria abitazione, adattarla oppure orientarsi verso soluzioni più semplici da gestire.
Nel 2024 l’età media della popolazione veneta ha raggiunto 47,1 anni. Verona si mantiene leggermente più giovane, con 46,2 anni. L’indice di vecchiaia della provincia è però passato da 181,3 nel 2023 a 188,7 nel 2024: quasi 189 persone con almeno 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni. Nel centro storico e nei quartieri consolidati, ascensore, accessibilità e vicinanza ai servizi possono assumere un peso crescente. Nelle zone periferiche, collinari o rurali potrebbero contare maggiormente la necessità dell’automobile, la manutenzione degli spazi esterni e la presenza di più livelli abitativi. Anche una villa o un appartamento di grandi dimensioni può quindi essere valutato attraverso una domanda diversa: quanto sarà semplice continuare ad abitarlo negli anni?
Comprare una casa significa spesso immaginare la propria vita dentro quello spazio per molti anni. Per questo il mercato potrebbe progressivamente premiare immobili accessibili, adattabili, efficienti da gestire e inseriti in contesti capaci di garantire autonomia e qualità della vita. Gran parte delle case che verranno acquistate nel prossimo decennio appartiene a un patrimonio costruito per una società molto diversa da quella che lo abiterà in futuro. Il valore di una casa dipenderà sempre di più anche dalla sua capacità di invecchiare bene insieme a chi la abita.





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