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  • Paolo Padovani

Crisi immobiliare, situazione e parere dei Players

Un quinto del Pil e mezzo milione di addetti; è questo il peso del comparto immobiliare secondo un articolo ieri pubblicato dal Sole24Ore, un settore molto sensibile alle minime esitazioni economiche, figuriamoci dopo una crisi di queste dimensioni.

Chiuse per decreto le agenzie immobiliari che di per sé “bloccano” buona parte del mercato, anche le banche hanno rallentato le pratiche di mutuo con la difficoltà di spostamento dei periti, le banche non sempre sono aperte, i Notai sono per legge operativi ma spesso la stipula di un atto definitivo può essere addirittura rischiosa se si pensa ad esempio alla Lombardia dove le Conservatorie sono chiuse.

Interessanti i dati forniti da Carlo Giordano, Ad del portale di riferimento delle agenzie immobiliari - immobiliare.it - che afferma che il traffico sul sito è risalito (probabilmente per effetto della tanta gente a casa che non rinuncia mai a “sognare” guardando case) ma registra un crollo dei contatti (richieste) oltre alla mancanza di inserimento di nuovi immobili.

Una situazione di stallo derivante da un imponente “macchina” che ha improvvisamente frenato ma che non potrà ripartire con altrettanta velocità.

Nel momento negativo, una opportunità: è quella che nasce per gli agenti immobiliari di imparare, aggiornarsi su “smartworking”, studiare e testare piattaforme di comunicazione come Zoom, gotomeeting e molte altre; certo, l’operatività rimane molto limitata, ma forse è anche il momento di pensare a nuovi protocolli operativi, forse niente, o molto poco, sarà come prima.

Un Boom che si interrompe

E’ quello degli affitti brevi, o turistici, che era arrivato a fatturare ben 11 miliardi di euro all’anno; i proprietari hanno già ricevuto disdette in massa dai turisti e, in molta parte dei casi, hanno riconvertito l’immobile in contratti di medio termine. Questo ha avuto un immediato riscontro di mercato, che ha visto in particolare modo nelle città turistiche riversarsi un “oceano” di immobili in locazione che ha abbattuto i canoni locali. Per Marzo tuttavia a Milano il calo del fatturato è stimato nel 90%, numeri impressionanti.

I negozi

Ci sono poi i negozi, che già erano prevalentemente in crisi soffrendo la concorrenza dello “shopping on line” e che faranno fatica, in assenza di attività, a sostenere i canoni di affitto del mese di marzo e, plausibilmente, anche di Aprile.

Secondo Mario Breglia - Scenari Immobiliari - “anche i centri commerciali andranno presto in sofferenza” dato che le singole attività, oltre il canone di locazione, devono partecipare ai costi di gestione dei centri, solitamente cifre piuttosto ingenti.

C’è un problema di liquidità, insomma, che non viene risolto dal tax credit per i negozi dal decreto “cura Italia” (Dl 18/2020, si veda l’articolo a pagina 17). Il rischio è un boom della morosità.

Secondo Confedilizia serviranno altre misure, «come l’estensione della cedolare secca agli affitti dei negozi esistenti e più flessibilità alla legge del 1978 per aiutare le parti a trovare un’intesa che salvi il contratto».

Ancora parziali, anche sul fronte casa, gli interventi del decreto, con lo stop all’esecuzione degli sfratti fino al 30 giugno e la moratoria sui mutui prima casa. (Fonte: Sole24Ore)

Quando ripartiremo

E’ la domanda ricorrente tra gli operatori di settore; molte operazioni di mercato, secondo molti developer del settore residenziale, non si faranno più, bisogna portare a termine i cantieri esistenti ed oggi fermi e, come avverte Dondi di Nomisma “siamo all’inizio di un processo di indebolimento con riflessi sui prezzi che non saranno compensati dalla domanda di investimento”.

Parere più ottimista quello di Breglia - Scenari Immobiliari - per il quale

«la quarantena tra le mura domestiche spingerà molti italiani a riconsiderare la casa come un bene rifugio su cui investire».

Secondo Bruno Vettore -BV Invest - ci sono due scenari e quello “pessimista” comprende: l’emergenza dura fino a settembre 2020, serviranno ulteriori due mesi per il ritorno graduale alla normalità. Impatti molto rilevanti sulle economie mondiali, ma non crisi finanziaria che blocca i mercati Interventi a sostegno di imprese e famiglie, oltre che interventi sulla spesa pubblica; decremento delle compravendite nella misura del 33/36% Discesa dei prezzi mediamente nell’ordine del 12/15%.

Non ci resta che stare a vedere.


Paolo Padovani

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