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  • Paolo Padovani

Il mercato immobiliare a Verona

E’ Nomisma a fornire il primo report sulla città di Verona aggiornato a Marzo di quest’anno, vediamo lo stato di salute del mercato immobiliare delle compravendite residenziali:


Il mercato residenziale di Verona aveva superato nel 2019 l’atteso punto di svolta ciclico tra la fase recessiva e quella espansiva, in anticipo di un anno rispetto alla media del panel delle 13 città intermedie. Nel corso del 2020 il rallentamento delle attività economiche e lavorative e la sospensione di quelle legate al turismo e all’entertainment indotte dalla pandemia hanno impattato sul mercato immobiliare veronese, che ha registrato un ripiegamento dell’Indice di performance immobiliare, soprattutto a causa della flessione delle compravendite.



Nel corso del 2020, come già anticipato, nel mercato veronese il volume delle compravendite residenziali è diminuito con un calo pari al 12%.

La flessione ha riguardato soprattutto il primo semestre dell’anno (-17% sul primo semestre 2019), contro il -6% del secondo semestre, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, seguendo ovviamente le restrizione dovute alla pandemia.



I prezzi continuano a registrare incrementi annui, risultando pertanto poco sensibili al calo della domanda, in confronto agli altri mercati monitorati.

Spicca la performance delle abitazioni usate, con i valori medi che aumentano in centro dell’1,1% e in periferia dello 0,8%.

Stabili invece i prezzi delle nuove costruzioni, con sconti fermi al 7% del prezzo richiesto e tempi di vendita assestati sui 6 mesi. Lo sconto medio delle abitazioni usate arriva al 12%.


Dall’indagine sottoposta agli operatori del mercato veronese, emergono alcune evidenze significative:


  • nel 2020 solo il 40% della domanda residenziale transitata per agenzia ha riguardato la locazione, contro il 55% del 2019.

  • si è intensificata la propensione all’acquisto della prima casa o di sostituzione

  • un maggiore ricorso al credito rispetto al passato

  • minore acquisto per investimento, considerato meno interessante a causa della debole domanda locativa.

  • Le preferenze della domanda si sono rivolte verso immobili più ampi rispetto al passato e corredati da spazi verdi.


Altri aspetti interessanti da segnalare:


  • È aumentato inoltre l’interesse per i comuni al di fuori del capoluogo, alla ricerca di maggiori spazi e di una migliore qualità della vita.

  • Una maggiore attenzione alla classe energetica degli immobili compravenduti, circa il 40% ricade in classe A o B, ad indicare l’elevata propensione degli acquirenti attuali per le costruzioni nuove o comunque recenti.

  • Dall’indagine è inoltre emerso come la domanda di accesso allo strumento finanziario del Superbonus 110% si stia rivelando superiore alle aspettative iniziali.


Una situazione chiaramente modificata dalla pandemia, sia dal punto di vista numerico (il numero delle transazioni) che delle scelte che hanno subito delle mutazioni rispetto al passato; ma, rispetto altri comparti economici, l’immobiliare rimane un mercato solido e vivo, quanto meno nel segmento residenziale.



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