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  • Paolo Padovani

Immobili e Legge di bilancio, tutto bene?

Ormai è già passato del tempo dall’approvazione, ma quali sono le normative che veramente “toccano” il settore immobiliare? Eccone un sunto.

Una delle indicazioni della Legge di Bilancio 2020 riguarda la Cedolare Secca: dopo tanti dubbi e voci l’aliquota viene stabilizzata al 10% in via definitiva e non più solo temporanea. La Legge Finanziaria 2020, pertanto, dichiara strutturale l’aliquota del 10% sui contratti abitativi in Cedolare Secca, cioè la rende valida per sempre e non più vincolata alla tem

poraneità e alle specialità prima previste. I proprietari di immobili possono applicare con certezza l’aliquota del 10% quando è previsto il regime di Cedolare Secca per i contratti di locazione abitativi, mentre non è più possibile, in quanto non prorogata, l’applicazione di analoga tassazione agevolata per gli immobili di categoria catastale C1 (i negozi, per intenderci). Decisione, quest’ultima, altamente discutibile a livello sociale e di mercato perché va a penalizzare le piccole attività commerciali (le “botteghe”) che avrebbero invece bisogno di incentivi e sostegno.


Ma il Decreto afferma anche che ai fini di detrazioni IRPEF (e della tracciabilità del contante), gli oneri riguardanti le locazioni devono essere sostenuti con pagamenti tracciabili (cioè: bonifico bancario o postale e assegno). Dunque, i conduttori che vogliono detrarre l’affitto, lo possono fare solo se pagano il canone di locazione con un metodo tracciabile. Niente più contanti ma solo bonifico e assegno. Una pratica che proprietari ed inquilini devono tenere ben presente. Come si suol dire…”severo ma giusto”.


Un’altra novità riguarda la TASI; la stessa scompare e viene assorbita nell’IMU. I cambiamenti per l’IMU sono minimi: si modificano leggermente le aliquote mantenendo la discrezionalità dei Comuni ed è stato introdotto un meccanismo “anti-furbetti” per cui i nuclei famigliari saranno assegnati a un unico immobile come abitazione principale ai fini di calcolo dell’imposta. Resta uguale lo sconto del 25% applicabile sulle locazioni a canone concordato.


Il Bonus Facciate, invece, è una bella novità ed introduce la detrazione IRPEF per interventi edilizi di recupero o restauro della facciata degli immobili situati nelle zone indicate nel decreto del ministro dei Lavori pubblici n.1444/1968 (si tratta di zona ad alta densità abitativa). La detrazione è pari al 90%delle spese (senza limite massimo) sostenute nel 2020 le quali devono essere documentate. Quali sono gli interventi previsti? Si tratta di lavori sulla struttura della facciata, sui balconi o i fregi; ma anche opere di pulizia e tinteggiatura. Il Bonus Facciate si ripartisce in dieci quote di pari importo da detrarre nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Un ottimo incentivo alla riqualificazione urbana.


Forse l’unica nota positiva della normativa è proprio quest’ultima, per il resto, pare proprio che la politica non voglia capire che quello immobiliare è un settore trainantedell’economia ed in quanto tale va maggiormente incentivato.


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