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  • Paolo Padovani

Immobiliare, come "fare rete" oggi?

Anche il mondo dell’intermediazione immobiliare esce dal lockdown (in realtà ci è uscito prima di altri) con molti interrogativi circa il futuro, di come andrà l’economia in generale, di come andrà il mercato immobiliare, quali segmenti dello stesso sarà meglio seguire.

Forse mai come nei periodi di crisi, chi conduce agenzie immobiliari, che se strutturate sono pur sempre delle aziende, si chiede se sia meglio mantenere la propria autonomia o far parte di un gruppo, di una rete, di un “qualcosa” che sia di supporto in un momento di oggettiva e generale difficoltà.


Sulla mia esperienza direi che ci sono tre sostanziali “supporti” in alternativa alla scelta di rimanere completamente autonomi:



Associazioni di categoria: come sapete sono tre, Fimaa - Confcommercio, Fiaip (facente riferimento a Confindustria), Anama (facente riferimento a Confesercenti e ad una nota rete in Franchising). Ne scrivo con una certa cognizione di causa essendo stato Presidente provinciale di una di queste per otto anni: essere iscritti è certamente utile, dà accesso a diverse e più o meno evolute utilities e servizi (si pensi alla assicurazione professionale, piuttosto che alla modulistica) e possono fornire degli importanti aggiornamenti normativi.

Non sono, è naturalmente il parere dello scrivente, utili all’organizzazione aziendale degli aderenti sia perché troppo orientate e dirette dalla categoria sindacale nazionale di riferimento che per anni è stata più interessata a “fare numeri” che a dare servizi, sia perché una vera attenzione agli associati c’è da pochi anni, tanto è vero che la categoria degli agenti immobiliari in Italia non ha nessun peso politico, anche per la suddetta divisione sindacale. Ma sono un ottimo supporto.



Franchising: è stata una idea se si vuole rivoluzionaria, prima lanciata dalla Famiglia Grimaldi a metà degli anni 60 (che con Gabetti fu una delle due reti portate avanti da Famiglie che brandizzarono il loro nome) e sviluppata in modo industriale da Tecnocasa, vero fenomeno che per decenni si è identificato con questa forma di sviluppo aziendale, sulla quale ci sarebbe da scrivere un libro, e molti infatti ne sono stati scritti.


Sono stato in quel mondo per 20 anni, avendo modo di conoscere proprio la Famiglia Grimaldi, confrontandomi con Gabetti e Tecnocasa, avendo l’onore ed il privilegio di lavorare con Manager del settore come Jacopo Grimaldi oppure Bruno Vettore, i professionisti del settore dai quali ho certamente appreso di più. 

Schematizzerei i miei 20 anni di esperienza di franchising come segue (molto dipendenti dai diversi Brand ovviamente):


Aspetti PRO:


  • economie di scala sulla visibilità (pubblicità)

  • economie di scala sull’organizzazione e gli acquisti di servizi accessori

  • formazione a disposizione degli affiliati


Aspetti CONTRO:


  • vincoli di zona forse non più in linea con il mercato

  • costi fissi elevati per l’affiliato

  • poca libertà dell’affiliato di sviluppare le proprie capacità manageriali


il tutto, è bene precisarlo perché è un mondo molto sfaccettato e difficile da generalizzare, con le debite eccezioni, con eccellenze ma anche con tanti improvvisati.



Networking: è una formula relativamente recente (2012) nata proprio da professionisti che, una volta maturata una significativa esperienza anche nei Franchising, hanno pensato ad unirsi in una sorta di “associazione di professionisti” per condividere le proprie esperienze operando sotto lo stesso “cappello” (Brand) che consente di avere una immagine forte a livello nazionale, ma mantenere la propria autonomia gestionale e territoriale. Il primo Gruppo è stato ancora una volta quello facente riferimento alla Famiglia Grimaldi (L'immobiliare.com) che ha intuito questa nuova esigenza derivante da:


  • condividere dei valori operativi e aziendali oda parte di professionisti con esperienza.

  • Non avere troppi vincoli imposti dalla Casa Madre, ma solo un coordinamento.

  • Non avere costi eccessivi che servano solo a finanziare la Casa Madre.

  • avere una “decisionalità partecipativa” sulle attività del gruppo

  • poter usufruire di servizi di ogni tipo solo se graditi a completamento dei propri.

  • condividere un brand a livello nazionale.

Personalmente, ho scelto questa via, perché oggi (soprattutto nei momenti di crisi), vale il Brand ma vale soprattutto “la persona” ed il Networking amplifica questo concetto, mentre la standardizzazione del Franchising privilegia la visibilità del Brand rispetto a chi lo rappresenta (sempre con le dovute eccezioni).

Ne parleremo il 25 maggio in un webinar aperto agli operatori di settore al quale Vi invito a partecipare

cliccando sulla immagine qui a fianco:  avremo con noi il Direttore Commerciale de L'immobiliare.com Alessandro Masiero e Carlo Giordano di Immobiliare.it.

Sarà un interessante momento di approfondimento e confronto "on line" che in questo momento potrebbe interessare molti colleghi.




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