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  • Paolo Padovani

Immobiliare on line: bello, ma non esageriamo

Lo ammetto, anche io (e tutto il mio team) ho usato buona parte della permanenza forzata a casa per studiare, affinare nuove tecniche di comunicazione, di valutazione on line, di sistemi a distanza che mi consentissero di illustrare da casa, o comunque da distante, un immobile.

Bello, anche appassionante, istruttivo, ma con alcuni fondamentali elementi da sottolineare, anche andando controcorrente rispetto al “siamotuttionline” che sta fastidiosamente spopolando tra gli operatori del settore immobiliare, in particolare modo sui social.



Le case vanno viste, ma davvero: abbiamo avuto (in parte ancora abbiamo) una emergenza che ci ha limitati negli spostamenti, bene; ci sono venuti in soccorso i vari “Meet”, “GoToMeeting”, “Zoom” ed altro ancora che ci hanno consentito non solo di usufruire di webinar formativi, ma di tenere i rapporti con professionisti, clienti, addirittura far vedere loro foto e video (o virtual tour) di un immobile da vendere, ma adesso non esageriamo: l’abitazione da acquistare va vista, va spiegata sul posto, va toccata, respirata, non è un prodotto ordinabile su Amazon; e va fatto in modo competente, tecnico, cosa che è più difficile dimostrare di essere “di persona”. Ma più professionale.



In morte dell’estimo: questo periodo è stato anche il “festival” della “valutazione on line” (a distanza e gratuita) la quale, se è potuta essere un valido passatempo per riempire il tempo in quarantena bene (l’ho fatto anche io), ora è tempo di tornare seri. L’estremizzazione dell’utilizzo degli AVM - Automated Valuation Model, l’utilizzo di algoritmi per valutare un immobile senza vederlo non è, diciamocelo, serio. L’estimo e la professionalità sono un’altra cosa e la valutazione immobiliare (che può essere solo supportata dagli AVM) va fatta prima di tutto sul posto e poi studiata e redatta con perizia e basi estimative. Diversamente, come sopra, si diventa tutti valutatori e periti, sminuendo una attività molto seria (e molto difficile) e aprendo la strada a “valutatori improvvisati” e senza esperienza.



La firma a distanza: questa, al pari della comunicazione e delle riunioni con i sopra citati programmi, probabilmente rimarrà una delle utilities vere e comode per l’attività di intermediazione immobiliare e di compravendita; la comodità di non doversi spostare (una volta che ho visto l’immobile, le carte - quelle sì - le posso vedere anche a distanza) è veramente una grande opportunità e può andare incontro alla ridotta disponibilità di tempo e di spostamento dei clienti.



Un lavoro di relazione: ma ci siamo visti nella Fase 2? Tutti distanziati, in fila, inespressivi dietro le nostre mascherine: è questo il nostro approccio alla professione?

No, il nostro è un lavoro di relazione, dove mettiamo fisicamente in gioco la nostra capacità ma soprattutto la nostra competenza e professionalità; chi acquista o vende casa deve potersi fidare del proprio consulente, tastarne fisicamente la preparazione, così come una abitazione va vista, vissuta, capita con i propri occhi ed i propri sensi.


Fossi un venditore od un acquirente di immobili oggi diffiderei da chi mi propone tutto gratis e a distanza, la modalità on line ha aperto la strada ad improvvisati (magari bravi con un computer tra le mani) mentre questo mondo, questo nuovo mondo, ha bisogno di professionisti; pretendete di vedere chi si nasconde dietro una tastiera, la tecnologia è solo un valido supporto, non la soluzione a tutto.



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