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  • Paolo Padovani

L'immobiliare va, la comunicazione frena

Aggiornato il: giu 27

E’ passato oramai un mese e mezzo da quando si è potuta riprendere l‘attività immobiliare, da quando hanno riaperto quasi tutte le attività; difficile dire e dare numeri, gli analisti fanno previsioni, diffondono grafici, ma poi la verità la forniscono solo e sempre i mercati, solo e sempre l’attitudine delle persone ad acquistare, a consumare, a spendere, e sotto questo aspetto ogni settore ha specifiche aree di opportunità o, purtroppo, di grande crisi.



Parliamo di immobiliare: non c’è stata nessuna catastrofe! I cantieri sono ripartiti, i pochi che non sono ripartiti (siamo onesti) forse avevano già dei problemi prima del lockdown, ci sono persone che vendono e soprattutto (questo è il dato fondamentale) non è per nulla calata la propensione all’acquisto della casa, alla ricerca, forse sono semplicemente ed in modo qualitativamente migliore cambiati i parametri di ricerca: meglio un terrazzino più grande, meglio uno spazio in più per un tavolino per lavorare anche da casa, meglio un giardino anche piccolo.



Ma ci sono anche altri segmenti dell’immobiliare: il retail, il direzionale, corporate e logistica solo per fare alcuni esempi, per non parlare delle strutture ricettive; ecco, in questi settori, pur con diversi livelli, la crisi è maggiore e va affrontata con modi diversi a seconda del segmento, è una ruota che ha frenato, non gira più come prima, ma c’è ed è viva, non bisogna cedere al pessimismo e cercare di farla girare, perché è interesse di tutti, perché tutti i settori sono collegati, perché il benessere di un segmento di mercato porta per indotto positività e lavoro ad altri collegati. Certo, se le “decisioni” governative aiutassero a spingere concretamente la ruota di cui sopra avremmo qualche speranza in più.


Ma qual è “il virus” del momento, qual è “il freno” alla ripresa?

La comunicazione.



Il vero disastro è la comunicazione: politici, comunicati giornalieri, bollettini, virologi, epidemiologi, non c’è giorno che non si dica tutto e il contrario di tutto, ma prevale il sensazionalismo e pertanto fa più notizia “la vera crisi economica sarà a settembre”, “è matematico che il virus ritorni in Autunno” e via sparlando. Ora, se voi foste un imprenditore che deve pianificare il lavoro futuro della vostra azienda o più banalmente un negoziante che deve ordinare la merce del magazzino autunnale, come vi comportereste?



Questa gente, questa banda di tuttologi che giornali e pseudoinformazione da internet si accalcano ad intervistare si rendono conto dei danni che provocano con la loro dichiarazioni che generano tensione, paura, comportamenti negativi sui consumi, nelle scelte aziendali? Probabilmente no, è solo voglia di protagonismo.


Noi, che nel nostro quotidiano ci occupiamo di immobiliare, da piccoli imprenditori passiamo sopra le chiacchiere e, facendosi su le maniche, continuiamo a lavorare con ottimismo perché in barba alle cassandre ed ai catastrofisti di professione, il mercato immobiliare residenziale va, è un segnale di ottimismo anche per gli altri settori che speriamo, prima possibile, si aggreghino a questa “ruota che gira".




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