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  • Paolo Padovani

La comunicazione immobiliare? Come il virus...


Sembra di assistere alla recente disputa dei virologi esperti di Covid, troppo recente e tragicamente comica per non evocarla: abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto, ci sarà una seconda ondata, anzi no, la mascherina serve, ma forse se stai a un metro no, il vaccino è pronto, anzi abbiamo scherzato: una follia della comunicazione.


Cosa c’entra l’immobiliare?


Sta succedendo la stessa identica cosa: esperti, studi di statistica, notariato, agenzia delle entrate, reti in franchising; ognuno, elaborando i propri dati (a volte con nessun fondamento statistico – è il caso delle reti in franchising, ma non solo) esprimono la “loro” verità,



in modo imperativo, categorico, assoluto in un autentico caos comunicativo del quale sono responsabili anche gli organi di informazione che prendono per buona qualsiasi comunicazione, se non quando pubblicano questi articoli in cambio dell’acquisto di una bella pagina pubblicitaria (in gergo: “marchetta” – sollevatemi dal dire da dove deriva il termine, è meglio).


Il risultato?


L’ignaro lettore di quotidiani, piuttosto che il navigatore del web che vogliano approfondire cosa sta accadendo nel mercato immobiliare apprenderanno da Nomisma che sono “in calo compravendite e prezzi” (20/07), mentre, a titolo localmente esemplificativo, il diffuso quotidiano veronese L’Arena riesce a scrivere a distanza di due giorni (!!) che le “compravendite giù del 15,9%” (fonte: agenzia delle entrate – luglio)) e “compravendite di case: su del 4,7%” (fonte: consiglio notariato - luglio), in mezzo il solito franchising od associazione di categoria che commentano a favore sia dell’una che dell’altra tesi, un trionfo di democristianesimo statistico.


Affronto il tema con ironia, ma c’è poco da scherzare.


La percezione tanto del comune lettore, quanto dell’operatore di settore, è di totale smarrimento e questo perché, da sempre, nel nostro settore manca completamente una “comunicazione autorevole ed efficace”, e mancano, soprattutto a livello dei mercati locali, dati attendibili.

Se per il virus la soluzione sarà il vaccino, per sapere dei dati certi sul mercato immobiliare ad oggi non vedo soluzione, salvo quella di continuare ad ascoltare o leggere numeri confusi ed opinioni di chi forse dovrebbe stare un po' più “nella trincea” del mercato piuttosto che a mescolare numeri sul tavolo di un ufficio.

Buona Estate a tutti



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