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  • Paolo Padovani

La sfortuna dei numeri primi

Cosa ci fa un articolo di questo genere su un Blog Immobiliare?

Non lo so, è che in questi giorni proprio non ci va di parlare di andamento del mercato, di contrazione e recessione, di quello che saranno i prezzi. Non ha senso, non serve, non se ne sente il bisogno.


Qual è allora l’argomento, il tema che anche in ambito professionale deve percorrere le vie del web ed arrivare a tutti, ma proprio a tutti?

Io credo che sia, per quanto contradditorio e paradossale, cercare di diffondere ottimismo, positività (alla faccia del virus – positività umorale e comportamentale); ma su quale base, perché, a quale titolo essere ottimisti dopo che ogni 6 ore ci viene data “la conta” dei morti, dei contagiati, dei nostri connazionali in terapia intensiva?


Come esprimere umore positivo dopo che i media, con la totale incapacità comunicativa di questi giorni, continua a mettere “il dito nella piaga” a comunicare fatti con enfasi sensazionalistica e pessimistica (ci sono certi giornalisti che si mettono la mascherina anche in mezzo al deserto pur di avere qualche ascoltatore in più, per trasmettere una situazione ancor più emergenziale), perché?


Come non sentirsi soli in Europa che ci ha trattati da untori (salvo poi scoprire che siamo stati contagiati da un tedesco), che ci chiude fisicamente la porta in faccia sbarrando i confini (…ma l’Europa non era una grande famiglia?) , danneggiando, o meglio, boicottando la nostra economia ed affossandola definitivamente e scientemente come fatto dalla Presidente della BCE, quella Christine Lagarde dalla quale il Lombroso ci avrebbe messo in guardia solo dopo una rapida occhiata?

Secondo me, perché pur avendo avuto “la sfortuna dei numeri primi” essendo stati i primi in Europa a subire questo contagio, i primi a subirne le conseguenze sanitarie, i primi ad avere un conseguente tracollo economico con la chiusura delle attività e i “tonfi” in borsa… Ebbene, per questi motivi, siamo anche stati i primi in Europa ad organizzare una reazione, ad attuare un piano di battaglia, ad adeguarci a limitazioni di libertà, a creare dal nulla un modello sanitario di risposta.



Non solo, con l’orgoglio nazionale che ci contraddistingue saremo i primi ad uscire da questa emergenza (mentre altri la staranno vivendo “al picco”), saremo i primi a riuscire di casa, a correre ed abbracciarci. Saremo i primi a tornare al lavoro, a farci su le maniche come in un nuovo dopoguerra fatto di macerie economiche e con tutte le nostre eccellenze intellettuali, produttive, economiche, sapremo rialzarci, con orgoglio.

Perché noi siamo italiani. E ce la faremo. Per primi.

Paolo Padovani

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