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  • Paolo Padovani

Residenziale, come sarà il 2021?

Non è semplice dirlo anche se (si veda video) già subito dopo il lockdown eravamo stati fortunati profeti circa il fatto che, nel settore residenziale, non avremmo visto catastrofi.

In tal senso sono stati più affidabili i dati delle reti immobiliari che degli istituti statistici, forse proprio per il fatto che networking come il nostro L’immobiliare .com, oppure franchising come Gabetti, i dati li “respirano” giornalmente lavorando.


Ci sono numeri che sono certi ed incontrovertibili, come quello delle transazioni immobiliari (374.545 nei primi 9 mesi del 2020 - fonte: Agenzia delle Entrate)) che segnano un decremento rispetto l’anno precedente del -13,9% con andamenti di forte recupero nel terzo trimestre.


Il dato di maggiore conforto è l’andamento dei prezzi che, a seconda della fonte statistica, vanno a Verona da un -1,1% ad addirittura un +0.4% con evidenti differenziazioni di zona (centro storico, Borgo Trento, Valdonega le zone migliori).

Altri dati interessanti sono il tempo di vendita di un immobile tutto sommato medio breve che si sono attestati sui 3,5-4,5 mesi e la percentuale di “chiusura” rispetto al prezzo offerto del 10-12%.


Il futuro è tutto da scrivere ma va detto che, nell’immobiliare, il segmento residenziale è quello meno a rischio anche se una potenziale e probabile crisi macroeconomica non eviterebbe ulteriori rallentamenti.

Ci sono tuttavia elementi che possono fan ben sperare per la tenuta del settore, quali il costo del denaro (mutui) ed il Decreto Rilancio del Maggio 2020 in particolare modo nella misura delle detrazioni fiscali e cessione del credito del 110%, oramai nota e che a parere di molti dovrebbe costituire un volano estremamente positivo.


Cambiano, di fatto sono già cambiati, anche alcuni parametri di ricerca, che si orientano ad una casa “polifunzionale” con spazi più modulabili, con spazi per lo smartworking o la didattica a distanza, spazi esterni che siano giardini o terrazzi, migliori e nuovi spazi condominiali ed attenzione alla rivalutazione della seconda casa, che ha dato ottimi cenni di risveglio anche nella provincia di Verona sia in zona lago che nelle località di montagna.

Tutto ciò dipenderà molto dall’evoluzione pandemica, ma il nostro modesto parere è che dobbiamo cercare di diffondere il virus dell’ottimismo, del lavoro e di una professionalità (soprattutto nel nostro settore) etica sempre più tesa all’ascolto delle esigenze, della consulenza, della competenza.

Le grandi crisi servono anche a generare grandi cambiamenti, una occasione da non perdere.




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