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  • Paolo Padovani

Sport, lavoro, squadra, azienda - opportunità, reputazione, comunicazione

Mi è capitato di sentire un discorso di Ettore Messina (uno dei più grandi allenatori di Basket europei), fatto all’Università di Venezia Cà Foscari nel “giorno della laurea”, quei discorsi fatti da personaggi illustri un po' sul modello americano.

Mi hanno colpito le molte analogie fatte tra il mondo dello sport, dello studio, del lavoro, dei concetti di gruppo, squadra e team; riporto alcuni estratti (che in fondo all’articolo troverete in video). Non sono concetti rivoluzionari, ma temi di riflessione tratti dal mondo dello sport applicabili anche nel mondo del lavoro, dei gruppi, dei Team, delle squadre.


L’opportunità

…L’importante oggi è di non venirvi a dire che dovete migliorare e cambiare il mondo soprattutto quando questo invito viene da chi il mondo lo ha rovinato (politici, industriali, personaggi illustri). Trovate qualcuno che vi dia una opportunità, ma le opportunità bisogna anche costruirsele, cercarle, dovete essere curiosi, dovete provare e riprovare, dovete cercare e “rompere le scatole”, voi dovete volere che qualcuno vi dia quella opportunità…


Quanto vale questo? Non solo in generale, ma ad esempio nel nostro campo (immobiliare) dove non ti regala nulla nessuno e dove purtroppo vedo ragazzi (e non solo) che non riescono ad avere risultati in questa professione proprio perché “aspettano” le opportunità, anzichè andarle a cercare con tenacia e dedizione; vedo anche persone di esperienza che, dopo una crisi di mercato, non hanno più saputo adattarsi al “nuovo mercato” ed alle sue regole. Non sanno nemmeno dove vanno cercate, le opportunità, gettando al vento patrimoni di esperienza.


La squadra

…Lavorerete spesso “in squadra”, che sia un team sportivo, di lavoro, di progetto; un mio grande giocatore alla sua prima finale mi disse: “sai Coach, se domani io gioco meglio del mio avversario è probabile che vinciamo e se come me altri due tre miei compagni si impegnano più degli avversari vinciamo sicuramente”.

Questo mi ha fatto capire quanto sia nebuloso il concetto di squadra, quanto sia banale la frase spesso usata “si vince o si perde tutti assieme” che è in realtà una mistificazione. Il concetto da rivalutare è quello della responsabilità individuale; avere l’obbligo quando si lavora (o gioca) con altri di dare il meglio delle vostre qualità, in tal caso, e solo in tal caso, non solo la squadra è più forte, ma avete il diritto di rivendicare analoga qualità anche a chi lavora con voi. Bisogna che ognuno si prenda delle responsabilità. Curare e pretendere la qualità di quello che si fa e di quello che fanno gli altri è un aspetto importantissimo del gruppo, assieme al merito ed all’equità.


E’ vero, inutile girarci attorno, le squadre ed i Team di lavoro vincono e producono grazie ai singoli; ci sono quelli che si assumono le responsabilità, che rischiano, che sanno dribblare un avversario od un cliente, e quelli che passeggiano o si fanno trainare dagli altri. E’ importante che ognuno si assuma le proprie responsabilità e di solito chi lo fa è colui che è legittimato a “riprendere” gli altri, a “richiamarli” a spingere, a correre, a lavorare, a dare e rischiare di più. Nel calcio sono i Ronaldo o gli Ibrahimovic, quelli che si allenano il doppio, che segnano, che rischiano ma che ti urlano dietro se non dai il 100%; e funziona così anche nei gruppi di lavoro.


La reputazione

John Wooden (È stato il primo personaggio nella storia ad essere eletto nella Basketball Hall of Fame sia come giocatore che come allenatore.) disse: in un’epoca dove è “necessario piacere”, avere un like in più sta diventando più importante di quello che vogliamo veramente dire.

…Preoccupatevi di sviluppare e di avere presente qual è il vostro "Carattere” (nel significato di insieme dei valori, delle cose in cui credi, dei comportamenti ed obiettivi) piuttosto che preoccuparvi della vostra reputazione. La reputazione è ciò che pensano gli altri di te, ma bisogna imparare a scegliere e selezionare l’opinione di chi veramente conta per voi, mai lasciarsi condizionare nei vostri comportamenti, nelle vostre decisioni, nelle vostre idee se non avete la certezza che quelle persone sono veramente importanti per voi.

Soffermatevi su quello che è il vostro “Carattere” e non sull’opinione che altri hanno di voi, imparate a dirvi come squadra che oggi abbiamo perso ma abbiamo giocato con impegno e responsabilità e se continueremo a fare così vinceremo, ma non fatevi influenzare da chi non è importante, cercate la Vostra identità


In epoca di social media e di reputazione digitale, questo è un messaggio importante; siamo in epoca di ricerca di consensi con “comunicazioni vuote”, si parla e si scrive per apparire senza pensare ai contenuti. Nel calcio ciò corrisponde ad un “colpo di tacco” inutile, che non porta a nulla, un gesto estetico per affermare “che io sono bravo” ma se con quel colpo non hai passato la palla ad un tuo compagno hai fatto un gesto tecnicamente bello, ma vuoto, assolutamente inutile.

La reputazione bisogna costruirsela con i contenuti, quelli veri. Non c’è bisogno di aggiungere altro.


L’entusiasmo e lo scetticismo

…Ho imparato in questi anni che l’entusiasmo e lo scetticismo sono incredibilmente contagiosi, non avete idea l’entusiasmo trasmesso in uno spogliatoio a che tipo di risultati può portare, così come la distruzione a cui può portare un elemento scettico o negativo all’interno di un gruppo; quando si è insieme che si prepara una partita, un lavoro, un progetto, il dire “non ce la posso fare” od apportare scetticismo e negatività non porta da nessuna parte; il mondo, noi, chiunque voglia costruire o ri-costruire qualcosa ha bisogno di gente entusiasta, di gente che ci crede…


E qui c’è tutta l’essenza del Team, del Gruppo, della Squadra; si possono fare mille discorsi ma chi ha vissuto, respirato uno spogliatoio piuttosto che un ambiente di lavoro sa quanto questo sia vero, l’ottimista ti trascina, il pessimista ti affossa; si può cercare (si deve cercare) di riportarlo nella “centrifuga positiva” diversamente sarà solo e sempre dannoso per la squadra.

Tenacia, ricerca delle opportunità, fare squadra, crearsi una reputazione, lavorare con entusiasmo ed ottimismo; queste considerazioni sono un concentrato di ciò che servirebbe per giocare, lavorare, competere…con la positività dei ragazzini!



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